EVOLUZIONE DEI 

GRUPPI SANGUIGNI.

Evoluzione dei gruppi sanguigni: quali caratteristiche abbiamo ereditato dai nostri avi? 

I quattro gruppi sanguigni come li conosciamo oggi sono il risultato di 40.000 anni di evoluzione della specie umana. L’uomo, che in origine era esclusivamente cacciatore (gruppo O), si è evoluto, dapprima (circa 20.000 anni fa) imparando a coltivare la terra e a nutrirsi dei suoi frutti (gruppo A) e successivamente (circa 15.000 – 10.000 anni fa), sulle alture dell’Himalaia, diventando nomade e occupandosi del bestiame (gruppo B).  Infine, circa 1.000 anni fa, si è formato il gruppo AB, l’unico a non essere l’effetto di un processo evolutivo, ma della mescolanza tra gli abitanti sedentari delle aree caucasiche e i nomadi provenienti dalla Mongolia. 
I quattro gruppi sanguigni sono l’evidente risultato dell’adattamento della nostra specie a nuove condizioni di vita, nuovi regimi alimentari e mutate necessità immunitarie: le caratteristiche che li differenziano infatti riguardano la capacità digestiva e la risposta difensiva alle varie malattie.

Gruppo O: il cacciatore.
40.000 anni fa, i primi uomini, avendo a disposizione grandi mandrie di animali, divennero inevitabilmente abili cacciatori. La selvaggina non mancava e pertanto non fù necessario cercare altre fonti di sostentamento fino al periodo delle grandi migrazioni: circa 30.000 anni fa, gli uomini, sempre più numerosi, iniziarono a stabilirsi in zone della terra meno generose in termini di selvaggina e dovettero, come conseguenza di ciò, imparare ad alternare la caccia con la pesca e la raccolta di bacche, noci e radici, diventando gradatamente onnivori.
La proliferazione della specie umana in queste condizioni fù il risultato della somma dell’uso dell’intelletto, per primitivo che fosse, e della notevole resistenza fisica. Quest’ultima era garantita dalle caratteristiche dell’unico gruppo sanguigno presente, il gruppo O, in grado di supportare la digestione di grandi quantità di proteine animali e particolarmente attivo contro i microrganismi provenienti dal cibo (quest’uomo non doveva difendersi dalle infezioni trasmesse dai propri simili in quanto viveva solitario o, al massimo in piccoli gruppi). Inoltre era un uomo abituato a grandi sforzi fisici, necessari per portare a termine estenuanti battute di caccia.
Queste caratteristiche si ritrovano oggi negli appartenenti al gruppo O, caratterizzati da un apparato digerente robusto e da un sistema immunitario particolarmente attivo contro le infezioni contraibili attraverso il cibo, ma debole contro quelle virali. Il loro sistema immunitario inoltre pecca di fragilità di fronte a radicali cambiamenti di alimentazione, favorendo l’insorgenza di allergie e malattie autoimmuni. I soggetti che soffrono di intolleranze alimentari potrebbero in buona parte risolvere il problema evitando alimenti a base di frumento, poichè le lectine del glutine provocano, negli appartenenti al gruppo O, una forte reazione immunitaria.
L’attività fisica è fondamentale per gli eredi dei primi cacciatori: i loro muscoli sono strutturati per un utilizzo rapido e massiccio di energia ma le mutate condizioni della vita moderna non consentono a queste persone di bruciare una grande quantità di calorie se non attraverso un’intensa attività sportiva. Viste le caratteristiche dei loro predecessori, gli sport consigliati sono quelli che richiedono forza, resistenza e abilità, come l’atletica, il tennis, la lotta e lo sci di fondo.

Gruppo A: il contadino.
Il gruppo A apparve 20.000 anni fa, come risultato dell’adattamento dell’uomo cacciatore alla necessità di trovare nuove fonti di sostentamento a causa dello scarseggiare della selvaggina.
Alcuni uomini impararono prima a cibarsi di frutti selvatici e poi a coltivare la terra, trasformandosi da carnivori a vegetariani; inoltre, divenuti sedentari, si organizzarono in comunità sempre più numerose, esponendosi a un rischio maggiore di contrarre malattie trasmissibili dai propri simili.
Si trattò di un enorme cambiamento al quale questi uomini non sarebbero sopravvissuti senza un adeguamento delle proprie caratteristiche fisiche: il processo evolutivo innescato selezionò esemplari capaci di sfruttare al meglio i nutrienti dei vegetali e di difendersi efficacemente contro le infezioni da contagio. Tutto questo non sarebbe potuto succedere senza una mutazione delle caratteristiche del sangue (che svolge un ruolo fondamentale per il buon funzionamento dell’apparato digerente e del sistema immunitario - vedi sezione “Gruppi sanguigni e alimentazione”), generando un nuovo gruppo sanguigno: il gruppo A.
Gli appartenenti al gruppo A hanno ereditato dai propri predecessori una scarsa tolleranza delle proteine di origine animale e un sistema immunitario efficace contro le infezioni virali e resistente ai cambiamenti ma debole verso le malattie di tipo batterico (es.: bronchite) e poco attento nei confronti delle cellule tumorali che non riconosce immediatamente come nemiche.
Anche le esigenze fisiche del nuovo uomo cambiarono: mentre l’uomo cacciatore necessitava di grande forza e resistenza fisica per portare a termine con successo estenuanti battute di caccia, l’uomo contadino svolgeva  attività che richiedevano soprattutto pazienza, resistenza e spirito di solidarietà. Tutto questo si può ritrovare oggi nella tipica insofferenza degli appartenenti al gruppo A verso ogni tipo di situazione stressante. Per questo motivo, gli eredi dei primi uomini contadini dovrebbero scegliere attività fisiche che prediligano costanza, resistenza e concentrazione, come le arti marziali e lo yoga che favoriscono il rilassamento, ma anche stretching, ciclismo e nuoto.

Gruppo B: il nomade.
Circa 15-10.000 anni fa, nella zona dell’Himalaia, ebbe origine il terzo gruppo sanguigno, il gruppo B. Il clima ostile e il territorio inospitale minacciavano seriamente la sopravvivenza delle popolazioni locali. Questi uomini non potevano procurarsi il cibo con la caccia, per la penuria di selvaggina, ne esclusivamente con l’agricoltura, per l’aridità del terreno. La pastorizia e i prodotti caseari divennero un’importante fonte di sostentamento e la vita nomade fu la conseguenza della  ricerca di pascoli per il bestiame.
L’uomo, che in origine non era strutturato per resistere a lunghi periodi di carestia e alle infezioni procurate dal freddo, sopravvisse grazie ad una rapida ma crudele selezione naturale che favorì esemplari straordinariamente resistenti a condizioni di vita estreme.
Come già spiegato, la chiave del successo di ogni processo evolutivo è la capacità di adattamento a nuove risorse alimentari e l’abilità a sconfiggere nuove malattie. Anche in questo caso, le popolazioni nomadi mutarono il proprio organismo in questa direzione: il nuovo gruppo sanguigno presentava un antigene compatibile con le proteine del latte e dei prodotti caseari fermentati, l’apparato digerente era strutturato per assorbire facilmente cibi con caratteristiche differenti  tra loro, come carne, cereali e latticini, e accumulare scorte energetiche da utilizzare nei periodi di carestia e, infine, il sistema immunitario risultava estremamente efficiente.
I moderni appartenenti al gruppo B sono particolarmente portati per attività fisiche che richiedono grande resistenza, come jogging, ciclismo e alpinismo e ottengono ottimi risultati in sport estremi come il triathlon.

Gruppo AB: l’uomo dell’era moderna.
Il gruppo AB è ancora oggi il più raro. E’ l’ultima trasformazione del sangue umano e, piuttosto che da un’esigenza evolutiva, ebbe origine circa 1.000 anni fa nella zona del Caucaso dalla mescolanza tra le popolazioni nomadi, prevalentemente di gruppo B, e quelle stanziali, prevalentemente di gruppo A.
I gruppo AB è una miscela tra i due gruppi “genitori” e questa eredità può essere in acluni casi un punto di forza e in altri un grande limite. Presenta entrambi gli antigeni A e B e pertanto non può sviluppare anticorpi A o B: questo lo protegge dalle malattie autoimmuni poiché il sistema immunitario non è indotto ad attaccare parti del proprio organismo. Lo svantaggio è la tendenza a non attivarsi nemmeno in presenza di cellule mutanti del proprio sistema, esponendosi maggiormente ai tumori. Le sue caratteristiche immunitarie lo hanno protetto durante le grandi epidemie medievali, come il tifo e la peste. E’ invece maggiormente soggetto alle infezioni batteriche delle vie respiratorie, alle infezioni da  Candida e ai parassiti intestinali, mentre risulta ben protetto dai virus del raffreddore.
Ha un apparato digerente piuttosto sensibile, in grado di tollerare solo i cibi vantaggiosi per entrambi i gruppi A e B, con debite eccezioni come i pomodori e le lectine del frumento che però, in dosi eccessive, possono causare aumento di peso.
Dal punto di vista dell’attività sportiva, gli appartenenti a questo gruppo sono quelli che maggiormente rispecchiano le caratteristiche dell’era moderna: lo sport non è fondamentale ma comunque vantaggioso e pertanto dovrebbero prediligere attività rilassanti come il nuoto, il golf, lo yoga e le lunghe passeggiate.


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