LA DIETA DEI GRUPPI SANGUIGNI
Sulla base delle
conoscenze relative alle caratteristiche
dei quattro gruppi sanguigni, nei primi anni 50 il medico americano
James D’Adamo
teorizza il collegamento
tra l’insorgere di alcune malattie e le intolleranze
alimentari.
Il figlio, Peter D’Adamo, ufficializza negli
anni 80 la
teoria del padre ed effettua studi ed esperimenti che
gli permettono di individuare le
categorie di alimenti che
interagiscono positivamente o negativamente con i singoli gruppi.
Successivamente, altri
studiosi hanno costantemente aggiornato e
migliorato la dieta a seguito di nuove scoperte nel campo
dell’utilizzo dell’alimentazione come prevenzione
di alcune malattie.
Più che di una dieta (nel senso tradizionale), si tratta di
un
regime alimentare: non è necessario calcolare
le calorie ne
pesare gli alimenti poichè perdere peso non è lo
scopo ma uno degli effetti di questo nuovo stile
nutritivo.
La dieta si compone di tre
categorie di alimenti
per ogni gruppo sanguigno:
- “alimenti da
preferire”, perchè
contengono sostanze che favoriscono i processi fisiologici
dell’organismo;
- “alimenti neutri”,
che non interferiscono con
l’organismo ne positivamente ne negativamente;
- “alimenti da
evitare”, che con le loro
caratteristiche possono danneggiare l’organismo.
Per meglio comprendere come gli alimenti possano interagire
positivamente o meno
con il nostro corpo, ti rimando al paragrafo “Gruppi
sanguigni
e alimentazione".
Naturalmente, ognuno di
noi è
unico e
nonostante l’appartenenza ad un determinato gruppo sanguigno,
ha una storia assolutamente personale, che potrebbe essere
caratterizzata da malattie o intolleranze che richiedono un
alimentazione particolare (es.: diabete, celiachia, ecc): in tal caso,
è doveroso
integrare le indicazioni di questa dieta con le
proprie necessità alimentari ed eliminare
eventuali alimenti
dannosi per la propria salute nonostante questi risultino positivi o
neutri per la categoria di appartenenza.

