Il gruppo O è il più antico, formatosi quando l’uomo era un cacciatore e un raccoglitore di bacche. I primi appartenenti al gruppo O erano divoratori di carne e grandi “sportivi” poichè, per procurarsi il cibo, dovevano sottoporsi a un intensa attività fisica.
Nell’era moderna non è più necessario procacciarsi la selvaggina con estenuanti battute di caccia. Gli eredi del gruppo O, pur privilegiando un menù a base di proteine animali (tranne il latte!), dovranno comunque non esagerare con il consumo di carne scegliendo quella più magra, privilegiare il pesce, non farsi mancare le uova e abbondare con la verdura e la frutta consentite.
Da evitare: i cereali e le leguminose non consentiti, poichè le lectine in essi contenute disturbano il loro metabolismo, e il latte vaccino e derivati per l’intolleranza di cui sono spessissimo vittime.
A grandi linee la dieta ideale per il gruppo O è la seguente:
Carne: Le carni da preferire sono quelle di manzo, vitello, agnello e montone. Risultano neutre le carni dei volatili mentre sono da evitare la carne di maiale e gli insaccati.
Pesce: tutto il pesce e i frutti di mare sono consentiti ad eccezione del barracuda, del caviale e del polpo.
Latticini e uova: evitare il latte vaccino e i suoi derivati ad eccezione di burro e mozzarella che risultano neutri. Sì alle uova.
Cereali: evitare il frumento e il mais. Risultano neutri il riso, la quinoa, il grano saraceno e farine senza glutine.
Condimenti: l’olio di oliva è da preferire. Vanno bene anche olio di semi di lino, di fegato di merluzzo, di sesamo e burro. Evitare tutto il resto, soprattutto gli altri olii di semi.
Verdura: ad eccezione dei fagioli azuki e aduki e dei fagioli dell’occhio che sono ottimi alimenti, evitate tutti gli altri tipi di fagioli e di lenticchie. Evitare il cavolfiore e i cavolini di bruxelles, funghi, mais, melanzane e patate.
Frutta: Fichi e prugne sono da preferire. L’altra frutta risulta neutra ad eccezione di arance, mandarini, fragole, more, arachidi, pistacchi, noce di cocco e melone mielato che sono da evitare.
Bevande: acqua, te verde, birra e vino bianco e rosso sono consentiti. Evitare caffè, limonate, liquori e te nero. Vanno bene succhi di frutta e centrifughe di verdura a base di frutta e verdura consentite.
Il gruppo A si forma contemporaneamente alla trasformazione dell’uomo da cacciatore in contadino. La dieta dei primi uomini contadini è prevalentemente vegetariana e il sistema immunitario deve abituarsi agli inconvenienti dovuti alla convivenza in gruppi numerosi: le infezioni di tipo virale.
I moderni appartenenti al gruppo A, se proprio non riescono ad eliminare la carne dalla propria dieta, dovrebbero diminuirne il più possibile l’assunzione e limitarsi alla carne dei volatili (pollo e tacchino). Pur traendo origine da avi vegetariani, un eccesso di frumento può inibire l’attività dell’insulina e ostacolare l’utilizzo delle calorie.
Per perdere peso, il gruppo A deve preferire oli vegetali, alimenti a base di soia, gli ortaggi consentiti e l’ananas che stimola il metabolismo.
A grandi linee, la dieta ideale per il gruppo A è la seguente:
Carne: risultano neutre le carni di pollo e tacchino. Evitare le altre.
Pesce: il pesce risulta un buon alimento da preferire alla carne con le debite eccezioni: acciughe, caviale, frutti di mare e sogliola sono i principali tipi di pesce da evitare.
Latticini e uova: evitare il latte vaccino e i suoi derivati ad eccezione di mozzarella, ricotta e yogurt magri. Preferire latte e formaggi di soia. Risultano neutri il latte e i formaggi di capra e di pecora. Sì alle uova con moderazione.
Cereali: evitate il frumento per la presenza del glutine. In caso di assunzione, equilibrare con frutta e verdura di tipo alcalino. Gli altri cereali (grano saraceno, riso, mais, orzo, avena, ecc) non risultano dannosi.
Condimenti: preferire olio di oliva e olio di semi di lino. risultano neutri gli oli di colza e di fegato di merluzzo. Evitare il burro e gli altri oli. No alla maionese.
Verdura: preferire i legumi ad eccezione dei ceci, dei fagioli comuni e di quelli di Lima che sono assolutamente da evitare per la presenza di lectine dannose. Ad eccezione di melanzane, patate, olive, peperoni, pomodori, funghi e alcuni tipi di cavoli, tutta la verdura costituisce un’ottima fonte di nutrimento, da privilegiare.
Frutta: va bene tutta la frutta ad eccezione di arance, mandarini, banane, mango, meloni e papaya.
Bevande: da evitare bevande a base di cola, birra, limonata e te nero. Vanno bene succhi di frutta e centrifughe di verdura preparati con frutta e verdura consentiti.
Il gruppo B appare tra i primi uomini nomadi e pastori. I primi uomini pastori erano caratterizzati da un’estrema adattabilità a condizioni di vita difficili. I moderni appartenenti a questo gruppo hanno ereditato un sistema immunitario molto vigile e un apparato digerente robusto, in grado di resistere bene ai cambiamenti: questa caratteristica si è rivelata tuttora molto vantaggiosa in quanto gli appartenenti al gruppo B sembrano essere maggiormente resistenti alle malattie che colpiscono le società più evolute, come il tumore e le malattie cardiovascolari.
La dieta del gruppo B è la più bilanciata, comprendendo il meglio del mondo animale e vegetale.
Tuttavia, per favorire la perdita di peso, il gruppo B dovrebbe evitare mais, grano saraceno, lenticchie e arachidi che ne ostacolano il metabolismo. Le lectine del frumento risultano dannose per il sangue del gruppo B mentre i latticini, le uova, alcuni tipi di carne e di verdura attivano il metabolismo favorendo il raggiungimento del peso ideale.
A grandi linee, la dieta ideale per il gruppo B è la seguente:
Carne: preferire la carne ovina e di cacciagione. Risulta neutra la carne di manzo, vitello, tacchino e fagiano. Tra le carni da evitare anatra, maiale, pollo e quaglia.
Pesce: evitare anguilla, barracuda, frutti di mare, pesce affumicato, sardine, seppie e spigole. Tutto il resto va bene.
Latticini e uova: i latticini e le uova sono generalmente ben tollerati anche se è preferibile scegliere formaggi di capra e di pecora per la loro alta digeribilità. Evitare soltanto formaggi erborinati (tipo Gorgonzola), formaggio fuso e gelato.
Cereali: evitare il frumento, il mais, il grano saraceno, l’orzo, la segale e tutti i loro derivati. Preferire la quinoa, il riso, l’avena e il miglio.
Condimenti: L’olio di oliva è l’unico condimento vantaggioso. Risultano neutri il burro e gli oli di semi di lino e di fegato di merluzzo. Evitare tutti gli altri.
Verdura: evitate ceci, fagioli aduki e azuki, fagioli dell’occhio, fagioli novelli, fagioli neri, lenticchie, carciofi, olive, mais, pomodori, radicchio, rapanelli, rucola e zucca. Tutto il resto risulta vantaggioso o neutro.
Frutta: da evitare soltanto avocado, cachi, fichi d’india, noce di cocco, pistacchi, pinoli, melagrana e rabarbaro. I semi sono consigliati anche se con moderazione per chi deve perdere peso in quanto molto calorici.
Bevande: acqua, te verde, birra, caffè, te nero e vino possono andar bene. Evitare bevande a base di cola, limonate e liquori. Vanno bene i succhi di frutta e le centrifughe di verdura a base di frutta e verdura consentite.
Il gruppo AB è il più giovane e raro e presenta le principali caratteristiche dei gruppi A e B, nel bene e nel male.
La carne è un alimento poco digeribile come per il gruppo A. Anche il consumo di alcuni fagioli, del mais, del grano saraceno, ecc. deve essere evitato perchè sono tutti alimenti che rallentano il metabolismo. Il frumento può essere consumato ma con molta moderazione perchè un eccesso di questo alimento renderebbe acido il tessuto muscolare.
Il gruppo AB è favorito dal consumo di pesce, latte e formaggi, ortaggi a foglia verde e ananas.
A grandi linee, la dieta ideale per il gruppo AB è la seguente:
Carne: evitare la carne tranne quella di agnello, coniglio,montone, tacchino e fagiano.
Pesce: evitare anguilla, barracuda, tutti i tipi di gamberi e gamberetti, ostriche, sardine, seppie e sogliole. Evitare tutto il pesce affumicato.
Latticini e uova: evitare burro, formaggi tipo brie, camembert e gorgonzola, formaggio fuso, gelato, latte vaccino intero, parmigiano e provolone. Tutti gli altri latticini e formaggi vanno bene anche se si consiglia di privilegiare formaggi di capra e pecora per la loro miglior digeribilità.
Cereali: riso, avena, frumento, orzo, quinoa sono generalmente ben tollerati. Nel caso del frumento, ridurne al minimo l’utilizzo (eventualmente sostituirlo con prodotti senza glutine). Evitare il mais e il grano saraceno.
Condimenti: sono consentiti olio di oliva (da preferire), di arachidi, di colza, di fegato di merluzzo e di semi di lino. Evitare gli altri.
Verdura: evitare ceci, fagioli azuki e aduki, fagioli di Lima, fagioli comuni e fagioli novelli. Evitare anche carciofi, olive nere, radicchio, rapanelli e topinanbur. Tutto il resto è consigliabile per un apporto di vitamine e nutrimenti necessari ad un sistema immunitario debole e fiacco.
Frutta: evitare semi, nocciole e noci di cocco. ugualmente da evitare avocado, arance, banane, mango, melagrana e rabarbaro. Abbondare con tutto il resto della frutta.
Bevande: Acqua, birra, vino, te verde e caffè sono consentiti. Evitare bevande a base di cola, limonate, liquori e te nero. Vanno bene i succhi di frutta e le centrifughe di verdura a base di frutta e verdura consentite.
I quattro gruppi sanguigni come li conosciamo oggi sono il risultato di 40.000 anni di evoluzione della specie umana. L’uomo, che in origine era esclusivamente cacciatore (gruppo O), si è evoluto, dapprima (circa 20.000 anni fa) imparando a coltivare la terra e a nutrirsi dei suoi frutti (gruppo A) e successivamente (circa 15.000 – 10.000 anni fa), sulle alture dell’Himalaia, diventando nomade e occupandosi del bestiame (gruppo B). Infine, circa 1.000 anni fa, si è formato il gruppo AB, l’unico a non essere l’effetto di un processo evolutivo, ma della mescolanza tra gli abitanti sedentari delle aree caucasiche e i nomadi provenienti dalla Mongolia.
I quattro gruppi sanguigni sono l’evidente risultato dell’adattamento della nostra specie a nuove condizioni di vita, nuovi regimi alimentari e mutate necessità immunitarie: le caratteristiche che li differenziano infatti riguardano la capacità digestiva e la risposta difensiva alle varie malattie.
Se vuoi conoscere nel dettaglio origini e caratteristiche evolutive del tuo gruppo sanguigno, ti invito a consultare la relativa categoria:
Gruppo O: il cacciatore.
40.000 anni fa, i primi uomini, avendo a disposizione grandi mandrie di animali, divennero inevitabilmente abili cacciatori. La selvaggina non mancava e pertanto non fù necessario cercare altre fonti di sostentamento fino al periodo delle grandi migrazioni: circa 30.000 anni fa, gli uomini, sempre più numerosi, iniziarono a stabilirsi in zone della terra meno generose in termini di selvaggina e dovettero, come conseguenza di ciò, imparare ad alternare la caccia con la pesca e la raccolta di bacche, noci e radici, diventando gradatamente onnivori.
La proliferazione della specie umana in queste condizioni fù il risultato della somma dell’uso dell’intelletto, per primitivo che fosse, e della notevole resistenza fisica. Quest’ultima era garantita dalle caratteristiche dell’unico gruppo sanguigno presente, il gruppo O, in grado di supportare la digestione di grandi quantità di proteine animali e particolarmente attivo contro i microrganismi provenienti dal cibo (quest’uomo non doveva difendersi dalle infezioni trasmesse dai propri simili in quanto viveva solitario o, al massimo in piccoli gruppi). Inoltre era un uomo abituato a grandi sforzi fisici, necessari per portare a termine estenuanti battute di caccia.
Queste caratteristiche si ritrovano oggi negli appartenenti al gruppo O, caratterizzati da un apparato digerente robusto e da un sistema immunitario particolarmente attivo contro le infezioni contraibili attraverso il cibo, ma debole contro quelle virali. Il loro sistema immunitario inoltre pecca di fragilità di fronte a radicali cambiamenti di alimentazione, favorendo l’insorgenza di allergie e malattie autoimmuni. I soggetti che soffrono di intolleranze alimentari potrebbero in buona parte risolvere il problema evitando alimenti a base di frumento, poichè le lectine del glutine provocano, negli appartenenti al gruppo O, una forte reazione immunitaria.
L’attività fisica è fondamentale per gli eredi dei primi cacciatori: i loro muscoli sono strutturati per un utilizzo rapido e massiccio di energia ma le mutate condizioni della vita moderna non consentono a queste persone di bruciare una grande quantità di calorie se non attraverso un’intensa attività sportiva. Viste le caratteristiche dei loro predecessori, gli sport consigliati sono quelli che richiedono forza, resistenza e abilità, come l’atletica, il tennis, la lotta e lo sci di fondo.
Gruppo A: il contadino.
Il gruppo A apparve 20.000 anni fa, come risultato dell’adattamento dell’uomo cacciatore alla necessità di trovare nuove fonti di sostentamento a causa dello scarseggiare della selvaggina.
Alcuni uomini impararono prima a cibarsi di frutti selvatici e poi a coltivare la terra, trasformandosi da carnivori a vegetariani; inoltre, divenuti sedentari, si organizzarono in comunità sempre più numerose, esponendosi a un rischio maggiore di contrarre malattie trasmissibili dai propri simili.
Si trattò di un enorme cambiamento al quale questi uomini non sarebbero sopravvissuti senza un adeguamento delle proprie caratteristiche fisiche: il processo evolutivo innescato selezionò esemplari capaci di sfruttare al meglio i nutrienti dei vegetali e di difendersi efficacemente contro le infezioni da contagio. Tutto questo non sarebbe potuto succedere senza una mutazione delle caratteristiche del sangue (che svolge un ruolo fondamentale per il buon funzionamento dell’apparato digerente e del sistema immunitario - vedi sezione “Gruppi sanguigni e alimentazione”), generando un nuovo gruppo sanguigno: il gruppo A.
Gli appartenenti al gruppo A hanno ereditato dai propri predecessori una scarsa tolleranza delle proteine di origine animale e un sistema immunitario efficace contro le infezioni virali e resistente ai cambiamenti ma debole verso le malattie di tipo batterico (es.: bronchite) e poco attento nei confronti delle cellule tumorali che non riconosce immediatamente come nemiche.
Anche le esigenze fisiche del nuovo uomo cambiarono: mentre l’uomo cacciatore necessitava di grande forza e resistenza fisica per portare a termine con successo estenuanti battute di caccia, l’uomo contadino svolgeva attività che richiedevano soprattutto pazienza, resistenza e spirito di solidarietà. Tutto questo si può ritrovare oggi nella tipica insofferenza degli appartenenti al gruppo A verso ogni tipo di situazione stressante. Per questo motivo, gli eredi dei primi uomini contadini dovrebbero scegliere attività fisiche che prediligano costanza, resistenza e concentrazione, come le arti marziali e lo yoga che favoriscono il rilassamento, ma anche stretching, ciclismo e nuoto.
Gruppo B: il nomade.
Circa 15-10.000 anni fa, nella zona dell’Himalaia, ebbe origine il terzo gruppo sanguigno, il gruppo B. Il clima ostile e il territorio inospitale minacciavano seriamente la sopravvivenza delle popolazioni locali. Questi uomini non potevano procurarsi il cibo con la caccia, per la penuria di selvaggina, ne esclusivamente con l’agricoltura, per l’aridità del terreno. La pastorizia e i prodotti caseari divennero un’importante fonte di sostentamento e la vita nomade fu la conseguenza della ricerca di pascoli per il bestiame.
L’uomo, che in origine non era strutturato per resistere a lunghi periodi di carestia e alle infezioni procurate dal freddo, sopravvisse grazie ad una rapida ma crudele selezione naturale che favorì esemplari straordinariamente resistenti a condizioni di vita estreme.
Come già spiegato, la chiave del successo di ogni processo evolutivo è la capacità di adattamento a nuove risorse alimentari e l’abilità a sconfiggere nuove malattie. Anche in questo caso, le popolazioni nomadi mutarono il proprio organismo in questa direzione: il nuovo gruppo sanguigno presentava un antigene compatibile con le proteine del latte e dei prodotti caseari fermentati, l’apparato digerente era strutturato per assorbire facilmente cibi con caratteristiche differenti tra loro, come carne, cereali e latticini, e accumulare scorte energetiche da utilizzare nei periodi di carestia e, infine, il sistema immunitario risultava estremamente efficiente.
I moderni appartenenti al gruppo B sono particolarmente portati per attività fisiche che richiedono grande resistenza, come jogging, ciclismo e alpinismo e ottengono ottimi risultati in sport estremi come il triathlon.
Gruppo AB: l’uomo dell’era moderna.
Il gruppo AB è ancora oggi il più raro. E’ l’ultima trasformazione del sangue umano e, piuttosto che da un’esigenza evolutiva, ebbe origine circa 1.000 anni fa nella zona del Caucaso dalla mescolanza tra le popolazioni nomadi, prevalentemente di gruppo B, e quelle stanziali, prevalentemente di gruppo A.
I gruppo AB è una miscela tra i due gruppi “genitori” e questa eredità può essere in acluni casi un punto di forza e in altri un grande limite. Presenta entrambi gli antigeni A e B e pertanto non può sviluppare anticorpi A o B: questo lo protegge dalle malattie autoimmuni poiché il sistema immunitario non è indotto ad attaccare parti del proprio organismo. Lo svantaggio è la tendenza a non attivarsi nemmeno in presenza di cellule mutanti del proprio sistema, esponendosi maggiormente ai tumori. Le sue caratteristiche immunitarie lo hanno protetto durante le grandi epidemie medievali, come il tifo e la peste. E’ invece maggiormente soggetto alle infezioni batteriche delle vie respiratorie, alle infezioni da Candida e ai parassiti intestinali, mentre risulta ben protetto dai virus del raffreddore.
Ha un apparato digerente piuttosto sensibile, in grado di tollerare solo i cibi vantaggiosi per entrambi i gruppi A e B, con debite eccezioni come i pomodori e le lectine del frumento che però, in dosi eccessive, possono causare aumento di peso.
Dal punto di vista dell’attività sportiva, gli appartenenti a questo gruppo sono quelli che maggiormente rispecchiano le caratteristiche dell’era moderna: lo sport non è fondamentale ma comunque vantaggioso e pertanto dovrebbero prediligere attività rilassanti come il nuoto, il golf, lo yoga e le lunghe passeggiate.
La dieta dei gruppi sanguigni si basa sui rapporti di interazione tra alcuni componenti del sangue e i cibi ingeriti: per meglio comprenderne il funzionamento, è necessario capire i meccanismi biologici che regolano queste interazioni.
Il sangue e la reazione antigene-anticorpo.
Il sangue è formato da corpuscoli e da plasma. Tra i suoi componenti, i più importanti sono:
- I trombociti, responsabili della coagulazione del sangue.
- Gli eritrociti o globuli rossi, che raccolgono l’ossigeno dai polmoni e lo trasportano ai vari organi.
- I leucociti o globuli bianchi e gli anticorpi, che costituiscono il sistema immunitario e si attivano in presenza di corpi estranei e agenti nocivi.
I globuli bianchi costituiscono la “prima linea” del nostro sistema immunitario e quando riconoscono una sostanza estranea, la avvolgono rendendola inoffensiva e preparandola all’espulsione.
Tuttavia esistono agenti patogeni particolarmente resistenti che possono essere sconfitti solo dalle “forze speciali”: linfociti (globuli bianchi specifici) e anticorpi. Questi ultimi agiscono attraverso un meccanismo chiamato “reazione antigene-anticorpo”, importante per poter comprendere le basi della dieta dei gruppi sanguigni.
La reazione antigene-anticorpo.
Gli antigeni presenti sulla superficie esterna di una molecola permettono al nostro organismo di distinguere una sostanza “amica” (es.: i globuli rossi del proprio gruppo sanguigno) da una “nemica”.
Gli antigeni sono specifici per ogni essere che ne è portatore e questa caratteristica permette al sistema immunitario di individuare e neutralizzare i nemici producendo anticorpi su misura: questo meccanismo si chiama “reazione antigene-anticorpo”.
I globuli rossi presentano antigeni particolari in base al gruppo sanguigno di appartenenza (tranne il gruppo O). Gli antigeni “amici” sono solo quelli dei globuli rossi del proprio gruppo sanguigno. Gli altri vengono riconosciuti dal nostro sistema immunitario come nemici, alla stregua di un virus o di un batterio. Per questo motivo, il contatto con il sangue di un gruppo diverso dal proprio può scatenare una reazione immunitaria importante (rigetto) che può portare fino alla morte.
Presenza di antigenti e anticorpi nei gruppi sanguigni:
Gruppo O = Nessun antigene - Anticorpi anti-A e anti-B
Gruppo A = Antigene A - Anticorpi anti-B
Gruppo B = Antigene B - Anticorpi anti-A
Gruppo AB = Antigene A e B -Nessun anticorpo
-> approfondimento: “compatibilità tra gruppi sanguigni“.
Il rapporto tra alimentazione e il gruppo sanguigno.
Come già detto, il nostro sistema immunitario utilizza l’antigene presente nel proprio gruppo sanguigno come termine di confronto per riconoscere le sostanze amiche da quelle nemiche e attivare un’azione difensiva contro queste ultime.
Questo sistema presenta però dei punti deboli:
- Esistono batteri con antigeni simili a quelli dei gruppi sanguigni. Se questi batteri si introducono in un organismo che li confonde per “amici”, il sistema immunitario non li attaccherà o lo farà in modo leggero, permettendo loro di compromettere seriamente lo stato di salute dell’organismo ospitante prima di essere identificati come nemici.
- Esistono anche alimenti che contengono proteine con struttura simile agli antigeni del sangue: il sangue con antigene simile non ne è disturbato, mentre il sangue con antigene diverso le scambia per nemici, scatenando una vera e propria reazione immunitaria che alla lunga può compromettere lo stato di salute dei nostri organi. Cito l’esempio del latte vaccino che contiene proteine simili all’antigene del gruppo B: considerando che il sangue del gruppo A contiene anticorpi diretti contro l’antigene B, una massiccia presenza di queste proteine nel sangue del gruppo A può scatenare una forte reazione di intolleranza.
- Nella maggior parte degli alimenti, esistono delle sostanze, le lectine, definite scientificamente “super-colle”, che per loro natura si incollano ad altre molecole e che per questo motivo vengono utilizzate dall’organismo come “collaboratori esterni” per individuare e immobilizzare alcuni agenti patogeni.
E’ stato dimostrato però che alcune lectine possono essere incompatibili con l’antigene di un determinato gruppo sanguigno: in questo caso reagiscono rivoltandosi contro l’organismo in cui si trovano incollandosi alle cellule del sangue “agglutinandole”, formando cioè dei coaguli.
Le agglutinazioni delle cellule sanguigne interferiscono con il processo di assunzione e trasformazione degli alimenti, favorendo antiestetici depositi di grasso e ritenzione idrica. Ma la presenza di coaguli nel sangue e di processi putrefattivi nell’intestino dovuti a questo processo può provocare effetti a un livello più profondo: infiammazioni della mucosa intestinale, problemi al fegato e ai reni, flautolenza, aumento del rischio di ictus e infarti e persino tumori nel tratto digestivo (bibliografia: “La dieta dei quattro gruppi sanguigni” di Jorg Zittlau e “La dieta secondo il gruppo sanguigno” di Anita Hessmann-Kosaris).
E’ però importante notare che le stesse lectine che danneggiano un determinato gruppo sanguigno non si attivano a contatto con il sangue di un altro gruppo: non è necessario quindi eliminare tutti gli alimenti che le contengono ma evitare solo ed esclusivamente quelli che contengono le lectine non tollerate dal proprio gruppo sanguigno.
Sulla base di quanto detto, si è giunti alla conclusione che esiste una profonda relazione tra il gruppo sanguigno di una persona e la sua alimentazione al punto da influenzarne lo stato di salute.